Quando saliamo sulla moto, non dobbiamo pensare solo a essere “fashion”, ma si deve pensare alla sicurezza. Dobbiamo ridurre al minimo il rischio, ma soprattutto in Italia ci sono delle leggi che obbligano a indossare determinate protezioni da modo, altrimenti si rischia la sanzione, ma anche la vita! Scopriamo tutto in questo articolo.
Protezioni da moto e Codice della Strada
Si è stimato, che almeno 500 vittime della strada sono sempre motociclisti, ma anche chi usa i ciclomotori, ovvero quei motori che fanno parte della categoria 50cc. Questi numeri sono brutti, ma è la chiara evidenza di quanto sia pericoloso andare in moto senza le giuste precauzioni, anche se, come sappiamo, non sempre una protezione può salvarci la vita, ma averla è indispensabile. Adesso andremo a vedere che cosa prevede il Codice della Strada:
- L’articolo 171, prevede che l’uso del casco sia obbligatorio. Al comma 1 dice che il casco va indossato dal conducente ma anche da un eventuale passeggero e devono essere regolarmente allacciati. Ma devono anche essere conformi ai tipi omologati. La violazione della suddetta norma comporta una multa che va da 80 a 323 euro. Se un minore non dovesse indossare il casco, sarà il conducente a rispondere di tale violazione. Ma non esiste alcun obbligo che prevede di indossare abbigliamento tecnico.
Quali sono le protezioni da utilizzare in moto?
Come abbiamo visto il solo indumento obbligatorio per andare in moto è il casco, ma se volessimo guidare in modo più sicuro, possiamo utilizzare degli indumenti specifici. Solitamente quelli più usati sono quelli in pelle. Scegliere il tessuto in pelle è una cosa migliore, perché anche se costa tanto, ha un’ottima resa quando cadiamo. Le protezioni in pelle si ritraggono quando vanno a contatto con l’asfalto, mentre quelle sintetiche si scioglieranno, perciò anche se sono economiche è meglio evitarle. Soprattutto, un consiglio, è quello di scegliere gli indumenti in base alla moto che si possiede e all’utilizzo che se ne fa di essa. Vediamo quali sono gli indumenti da utilizzare:
- Guanti moto, sono solitamente preferibili in pelle e sono di una misura leggermente più grande rispetto a quella della mano. Questo serve per poter infilare un sotto-guanto, particolarmente utile quando fa freddo. Comunque, fatte attenzione perché le dita devono riempire tutto lo spazio a loro disposizione e devono avere una buona presa sulle leve dei freni e sui comandi.
- Paraschiena, necessario e importante perché serve per proteggere la schiena, il costato e organi interni, riducendo totalmente o quasi il rischio di lesioni alla colonna vertebrale e di traumi irreversibili. Il paraschiena può essere interno, ovvero che si infila nella tasca posteriore della giacca, o esterno, che risulta più scomodo ma più sicuro. Esistono dei livelli di protezione e sono livello 1 dove si avrà minore protezione, o livello 2 dove si avrà maggiore protezione. Importante è l’omologazione regolamentata dalla norma EN 1621-2/12. Sul mercato esistono tre modelli: Lower, Back e Full Back Protector. Il primo serve ad assicurare la fascia lombare, il secondo assicura quella centrale in corrispondenza della schiena, il terzo unisce le caratteristiche degli altri proteggendo in più anche le scapole.
- Tuta tecnica, indumento utile e comodo, ma andranno provati diversi modelli prima di poter effettuare la scelta, principalmente sarà meglio farlo in sella alla moto per poter verificare l’elasticità e i movimenti, e di portare con noi gli stivali che utilizzeremo regolarmente, così da capire se sono compatibili con l’outfit scelto.
- Stivali, anche qui come per i guanti, una mezza misura in più può essere utili per avere maggiore mobilità all’interno. Per le medie/lunghe distanze si consiglia di acquistarli in pelle e con membrana antipioggia e traspirante, soprattutto con suola antiscivolo e degli inserti riflettenti così da garantire maggiore sicurezza nelle ore notturne. Ma stivali con protezione metallica o in plastica di ultima generazione, possono rendere migliore la protezione in caso di incidente.
- Giacca, come abbiamo detto ogni motociclista deve viaggiare con indumenti che incorporano protezioni. Un’altra variante della tuta, se non si fanno lunghe distanze, anche delle giacche e giubotti che proteggono sono ottime, in modo particolare per gomiti e spalle. Entrambe andrebbero scelti in base alle condizioni atmosferiche di utilizzo. Le protezioni alle spalle e ai gomiti, in caso di incidente, servono per evitare delle lacerazioni e le abrasioni che si verificano urtando il suolo. Le giacche, fanno uso di protezioni a livello fino al gomito.
- Pantaloni, i pantaloni protettivi sono molto utili in caso di caduta, anche questi si indossano assieme alla giacca se si evitano le tute. I pantaloni hanno diversi rinforzi e sono realizzati con tessuto anti abrasione. Importante è che tutte le protezioni per le moto siano omologate CE come prova di conformità dei materiali alla normativa UE.
Legge italiana
L’Italia, come per tante altre cose, è meno sicura rispetto al resto d’Europa, nel senso proprio delle leggi per le protezioni da moto. L’ultimo cambiamento è avvenuto con il regolamento europeo 2016/425 che prevede l’imposizione della certificazione dell’abbigliamento tecnico. Quindi, tutti i capi che sono dotati di alloggiamenti per le protezioni devono attestare, mediante etichette, la valutazione da parte di un laboratorio autorizzato. Le giacche, le tute, i pantaloni ecc. devono rispettare una normativa chiamata EN 17092, che stipula una scala di 5 classificazioni:
- dalla classe AAA fino a C.
- I guanti e gli stivali mantengono le precedenti certificazioni EN 13594 ed EN 13634.
- Ma le nuove regole riguardano soltanto i produttori e non i consumatori. Ciò significa che chi va in moto non è soggetto a questa disposizione e non è obbligato a indossare le protezioni.
Le lettere AAA, AA e A indicano le classi di protezione andando in ordine decrescente per gli indumenti con protezioni. Mentre la classe B fa riferimento agli indumenti che sono privi di protezioni ma che proteggono dall’abrasione. Infine, la classe C indica l’abbigliamento dotato di protezioni che però da solo non protegge, un po’ come i protettori indipendenti. Si può trovare anche il vero e proprio codice di certificazione, la sigla PR che sta ad indicare che la normativa non è in vigore.
Conclusione
In ogni caso, meglio affidarsi sempre al nostro rivenditore di fiducia e fare riferimento a marchi certificati e conosciuti, mai a prezzi stracciati, che spesso sono indice di un prodotto che è senza la minima certificazione del suo livello protettivo.